lunedì 25 febbraio 2013

Cari Tutti,

dopo questa prolungata assenza, ahimé, eccomi di nuovo in vostra compagnia!

Eccovi i nuovi aggiornamenti:
  • Magie di Gennaio
  • Magie di Febbraio
  • Imbolc
  • Ostara
tutti aggiornamenti visibili nella sezione "Giorni Sacri".


A presto,

Astiriah

OSTARA, Equinozio di Primavera, equilibrio del Cosmo, 21 marzo


Divinità: Eostra, la Dea Adolescente, il Dio Adolescente
Erbe: gelsomino, rosa, viola, iris
Pietre: agata muschiosa, pietra di luna verde, calcite arancione, quarzo rosa
Candele: color pastello
Incensi: gelsomino, rosa, viola
Cibi rituali: uova, torte al miele, frutti di stagione, latte


L’Equinozio segna un giorno sacro, in cui la luce e le tenebre sono in perfetto equilibrio. La vita nasce dalla Grande Madre e ricompare sulla terra in tutta la sua magnificenza.
Questo è il tempo gioioso e dei semi. Le catene invernali si sono spezzate e la vita esplode attraverso la fertilità della Natura.
Luce e buio si equivalgono e l’armonia prende il sopravvento nell’equilibrio degli elementi, suggerendoci di guardare dentro di noi e riempire il vuoto che c’è.
I druidi chiamavano l’Equinozio di primavera con il nome di Alban Eiler, “Luce della Terra”. Era un momento propizio per rituali e cerimonie sacre in quanto considerato l’inizio dell’anno astronomico.

E’ tempo di uscire all’aria aperta, di fare movimento, di andare per prati e per boschi. Gli Equinozi sono un periodo di equilibrio ma anche di instabili­tà e nervosismo. Lavorare la terra e fare attività fisica aiuta a superare l’irrequietezza, ma anche fare progetti e iniziare nuovi hobbies. Si usava seminare una nocciola davanti alla propria abitazione. Se germogliava entro Lughnasad si considerava un ottimo auspicio per la nascita di figli sani e robusti.
Accendete candele gialle e verdi e piantate semi di piantine per dare il benvenuto alla giovane Dea e al giovane Dio. Bevete vino e mangiate dolci, lasciando una parte alla terra come offerta per benedire il vostro anno.


CURIOSITA'

Nella tradizione druidica, l’Equi­nozio primaverile è chiamato Alban Eiler, “Luce della Terra”. Il Sole si trova sopra l’equatore celeste, la zona astronomica chiamata “Terra emersa” e contrapposta alle “Acque inferiori”, cioè la zona sotto tale fascia. Astrologicamente corrisponde al “punto zero”, dal quale tutto trae origine con il segno zodiacale dell’Ariete, forza che determina la nascita e lo sviluppo di ogni movimento. Inoltre, ogni era zodiacale viene chiamata con il nome della costella­zione in cui cade il punto equinoziale.

Nella Roma arcaica l’anno cominciava a prima­vera, nel mese di marzo, sacro a Marte, padre Romolo e Remo, fondatori della città. Ogni anno, il 14 o 15 marzo, si portava in processione un uomo coperto di pelli di capra, chiamato Mamurio Veturio, che veniva colpito con lunghe verghe. In questo modo, il mitico fabbro che aveva costruito gli undici scudi, imitazione di quello sacro di Giove donato al re Numa Pompilio, veniva punito per tale sacrilegio.
Mamurio simboleggiava il vecchio anno, scacciato alle idi di marzo per lasciare spazio a quello nuovo.

Nel mithraismo, antica religione persiana, si credeva che l’Equinozio di Primavera fosse la ricorrenza nella nascita del mondo. Si narra che Mithra sacrificò il toro cosmico, da cui nacquero tutte le piante e tutti gli ani­mali, poi suggellò la sua amicizia con il Sole, offrendogli la carne del toro in un banchetto sacrificale.
Varie tradizioni sono legate al sacrificio come portatore di creazione, rinascita e nascita. Questo per un riferimento cosmico legato a molte mitologie, dove il Sole incrocia e supera la linea dell’equato­re celeste, passando da nord a sud.

Tammuz, dio assiro-babilonese chiamato Adone “Signore”, dimorava sei mesi all’anno negli inferi, come il Sole quando si trova al di sotto dell’equatore celeste, mentre in Primavera, quando la Luce era in piena risalita, si ricongiungeva con la dea Ishtar.


SIMBOLI DI OSTARA

Animale sacro di Ostara è la lepre, simbolo di fertilità. Questo totem era considerato lo “spirito familiare” delle streghe, ma in realtà era un animale sacro in molte tradizioni. In Britannia le lepri erano associate alle divinità lunari e della caccia. Per i celti era considerato un animale divina­torio e traevano presagi dal suo modo di correre. Anche gli anglo-sassoni veneravano la lepre e in onore di Eostre facevano una caccia rituale. Nella tradizione buddista si narra di come una lepre si sacrificasse per nutrire il Buddha affamato, bal­zando nel fuoco. In segno di gratitudine il Buddha impresse l’immagine dell’animale sulla Luna. In Cina la lepre è considera­ta un animale Yin che viene dal Polo Nord, recando il saluto della Dea della Luna. Amuleti di giada verde raffiguranti la lepre sono costruiti e regalati per augurare la buona fortuna. Per i nativi americani, la Grande Lepre è l’eroe dell’alba, creatore e trasformatore, padro­ne dei venti e fratello della neve. Simboleggia la mente veloce che supera la forza fisica con l’astuzia. Per gli antichi Egizi, la lepre era un animale lunare, associato anche all’Est, direzione della Luce. Osiride risorto è simboleg­giato dalla lepre in quanto divinità solare. I Norvegesi rappresentavano le divinità lunari accompagnate da lepri.
Sono innumerevoli le divinità associate a questo animale e proprio in questo periodo primaverile, la lepre di Eostre rappresenta il coniglio di pasqua che porta in dono le uova, simbolo di vita e fertilità.

Simbolo di Ostara e della primavera è l’uovo. L’albume rappresenta la natura della Dea, mentre il tuorlo le qualità virili del Dio Sole. Il guscio esterno, invece, lega i due elementi, suggellando la fertilità e il loro amore perfetto e reciproco. Oggi esistono uova di cioccolato e naturali decorate a mano, oltre le numerose ricette in cui si possono utilizzare. L’uovo rappresenta la vita, la creazione e la rinascita. In sé racchiude una doppia nascita, in quanto l’uovo viene deposto per poi schiudersi. Ma simboleggia anche la nascita del mondo da un uovo cosmico, celebrata in molte civiltà durante l’Equinozio. In India si narra che l’Assoluto creò le acque e vi depose un uovo, dal quale nacque Brahma. Egli divise l’uovo a metà formando così la terra e il cielo. In altre tradizioni, l’uovo era deposto dalla Dea, per poi schiudersi al calore del Sole. Anche secondo gli egizi Ra, il dio Sole, nasceva da un uovo. Secondo i greci, la Dea uccello dalle ali nere fu fecondata dal vento del Nord e, fu così, che depose un uovo d’argento. L’uovo era la Luna, dalla quale nacque Eros, dio della vita, che portò luce nel cosmo. Per babilonesi e sumeri, questo uccello era una colomba. Per i druidi tale uovo era di serpente, simbolo dell’eternità. Gli egizi, per esempio, narrano di un serpente primordiale che produsse l’uovo cosmico dalla bocca. Miti greci raffigurano l’uovo circondato da un serpente che si morde la coda, che rappresenta la ciclicità del tempo.

La pianta sacra di Ostara è il trifoglio. Simbolo dell’Irlanda, San Patrizio, evangelizzatore dell’isola, la usava per spiega­re la Trinità cristiana. Secondo alcune tradizioni simboleggiava il triskele, la ruota solare a quattro bracci, mentre la varietà a quattro foglie rappresentava la croce celtica, la ruota solare e il cerchio magico delle quattro direzioni, tutti simboli molto anti­chi.



Quindi, per riassumere:

·    Fate progetti e trovate nuovi hobbies
·    Colorate le uova e regala tele ai vostri amici
·    Piantate semi e piantine
·    Fate attività all’aperto

IMBOLC, festa della Luna crescente, 31 gennaio - 2 febbraio


Divinità: Brighid, la Fanciulla, la Dea della Primavera, il Giovane Signore, Pan
Erbe: basilico, alloro, mirra, bucaneve
Pietre: quarzo, opale, pietra di luna, avventurina, eliotropo
Candele: rosse, bianche
Incensi: alloro, mirra
Cibi rituali: latticini, cibi piccanti, curry, vini spezzati

“Quando vien la Candelora
de l’inverno semo fora
ma se piove o tira il vento
de l’inverno semo dentro.”

Se nel giorno di Candelora si avrà bel tempo, l’inverno durerà ancora varie settimane. Se a Candelora il tempo è brutto, la primavera sta arrivando.


Imbolc, che letteralmente significa “in latte”, corrispondeva al periodo in cui iniziava la produzione di latte, allora indispensabile per l’economia. Infatti, durante i rituali era consuetudine versare del latte a terra come offerta per propiziare il ritorno della fertilità e la generosità della Madre Terra.
La luce nata dal Solstizio d’inverno inizia a manifestarsi e le giornate continuano ad allungarsi, riportando tutto alla vita. Si celebra il risveglio della Natura e della Dea che, dopo il sonno invernale, sono pronte a rigenerarsi, mentre il Dio è un fanciullo forte e vigoroso, dal potere in continua evoluzione.

Questo è un momento di purificazione e rinnovamento, in cui si festeggiano la luce e la fertilità. Essendo una delle quattro feste del fuoco, si accendono i falò, in quanto il fuoco simboleggia l’illuminazione e la purificazione.
La tradizione vuole che si accendano le luci per onorare il Dio rinato, che si preparino saponi e candele da usare durante l’anno e che si pulisca casa per mandare via tutto il buio invernale.

Imbolc è una festa dove si onora il principio femmini­le della Natura, ma anche l’infanzia vista come l’inizio di ogni cosa. E’ un periodo di nuova vita, dove dobbiamo lasciare alle spalle ciò che non va e guardare il futuro con fiducia e ottimismo.
E’ tempo di rigenerarsi e di iniziare a costruire il nostro futuro. I semi si muovono nel terreno e la primavera sta per fare la sua comparsa, donandoci potenzialità per crescere e dare nuova creatività alla nostra vita. Imbolc ci può dare la forza per raccogliere le nostre energie e preparare il nostro cammino, purificandoci e iniziando a camminare verso il futuro.


LA DEA BRIGHID

Divinità celebrata durante Imbolc è Brighid, la triplice dea del fuoco. Figlia del dio Dagda, era partona di fabbri, poeti e guaritori. A Lei erano sacri la ruota del filatoio, che come la ruota dell’anno intesse le nostre vite, la coppa, grembo da cui nascono tutte le cose, e lo specchio, strumento di divinazione che simboleggia l’immagine dell’Altro Mondo.

“Sono Colei che è la madre naturale di tutte le cose,
maestra e governatrice di tutti gli elementi,
la progenie iniziale dei mondi
e il capo dei poteri divini.
Regina di tutti coloro che sono nell'aldilà,
la più importante di coloro che abitano sopra,
manifestazione da sola
e sotto una sola forma
di tutti gli Dei e di tutte le Dee.
Io sono Brighid.”

Anticamente, durante Imbolc le donne si radunavano nelle case per fabbricare un’immagine della Dea, vestita di bianco e con un cristallo sul cuore. In Scozia, invece, le donne vestivano un fascio di spighe con abiti femminili, lo adagiavano come fosse un letto, con accanto un bastone, e, dopo aver dato il benvenuto alla Dea, lasciavano bruciare candele tutta la notte. Se la mattina dopo il bastone lasciava la sua impronta sulle ceneri del focolare, si prospettava un anno di prosperità. In Irlanda si preparavano rametti a croce con braccia uguali, racchiusi in un cerchio come la ruota solare. Il giorno di Imbolc venivano bruciate le croci preparate l’anno precedente.


Accendete una candela bianca mentre dite “Accendo il fuoco di Brighid per illuminare il mio cammino”. Poi sedetevi in posizione comoda e meditate sul significato di questa festa:

·    la purificazione
·    l’abbandonare gli aspetti della nostra vita che non ci piacciono più
·    il guardare al futuro per introdurre le cose nuove che vogliamo nella nostra vita

Poi, prendete la candela e portatela in tutte le stanze della casa, girando in senso orario. Alla fine spegnete la candela e dite “Il fuoco di Brighid ora vive in me”.
Visualizzate la fiamma della candela che brucia dentro di voi, cacciando via tutta l’oscurità dal vostro corpo. La fiamma di Brighid vi avvolgerà, donandovi luce, serenità e libertà.



CURIOSITA':

Brighid fu cristianizzata come Santa Bridget, o Brigida, e ritenuta levatrice o madre adottiva di Gesù. Si dice avesse il dono di moltiplicare cibi e bevande per poter nutrire i poveri.
A Lei fu consacrato il monastero di Kildare, dove diciannove monache mantenevano acceso un fuoco in Suo onore. Geraldo di Cambria, nel dodicesimo secolo, ricorda come il fuoco continuò a bruciare dalla fondazione del santuario, nel sesto secolo, fino al regno di Enrico VIII, quando la riforma protestante vi pose fine.

Il Libro di Lisrnore, antico codice irlandese, narra che a Roma i ragazzi usava­no giocare con un gioco da tavolo in cui una vecchia mege­ra liberava un drago, mentre una giovane fanciulla lasciava libero un agnello che sconfiggeva il drago. La megera allora scagliava un leone contro la fan­ciulla, la quale però provocava a sua volta una grandine che abbatteva il leone. La megera rappresentava la Vecchia Dea dell’Inverno, sconfitta dalla Giovane Dea della Primavera. L’agnello è un altro simbolo del periodo di Imbolc.

I Carmina Gadelica, raccolta di miti, proverbi e poemi gaelici di Scozia, raccolti e trascritti alla fine dell’800 dallo scozzese Alexander Carmichael, riporta la seguente filastrocca:

“La mattina del Giorno di Bride
il serpente uscirà fuori dalla tana.
Non molesterò il serpente
né il serpente molesterà me”

Il serpente è uno degli animali totemici di Brighid. Come il drago, è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento. Nel giorno di Bride il serpente si risveglia dal suo sonno invernale, annunciando la fine della brutta stagione. Come la Dea, con il mutare della sua pelle, rappresenta il rinnovamento della Natura.

La pianta sacra di Imbolc è il bucaneve. E’ il primo fiore dell’anno a sbocciare e il suo colore bianco ricorda allo stesso tempo la purezza della Giovane Dea e il latte che nutre gli agnelli.


LUPERCALI

Anticamente, i sacerdoti di Fauno, chiamati luperci, correvano per le strade vestiti solo con pelle di capra e una frusta, con la quale colpivano le giovani spose per propiziare fertilità.
Inizialmente si festeggiava il 15 febbraio, festa del dio Fauno, simbolo di forza maschile, vitale e fecondante come Cernunnus, e della dea Giunone, moglie e madre per eccellenza e, come Brighid, simbolo di Natura e fertilità.
Per combattere queste usanze, la Chiesa istituì processioni e benedizioni con le candele nel giorno del 2 febbraio, dandogli il nome di Calendora. Questo però non modificò il significato autentico della festa, ancora profondamente incarnato nella Natura e nello spirito umano. L’idea della purificazione permane, come l’usanza di bruciare le decorazioni vegetali natalizie a Calendora per evitare che i folletti restino nascosti a infestare le case.


Quindi, per riassumere:

·    Mangiare leggero per purificare il nostro corpo
·    Pulire casa bruciando incensi per eliminare le negatività del passato e spazzando da est verso ovest
·    Meditare per liberare la mente dai cattivi pensieri
·    Accendere candele in onore di Brighid
·    Portare a termine gli obbiettivi
·    Provare la divinazione con l’acqua
·    Accogliere i cambiamenti

MAGIE DI FEBBRAIO


LA LUNA IMMACOLATA

Siamo ancora nel cuore dell'inverno eppure le giornate sono già più lunghe, promettendo di portare nuova vita. Il Sole nato a Yule cresce ogni giorni di più, sciogliendo i ghiacci che hanno protetto la Natura per tutto l’inverno.
La Luna di febbraio è detta “Luna Immacolata” o della neve. Questa Luna ci porta dei cambiamenti, un rinnovo interiore che si manifesterà con le fioriture di primavera. L’energia naturale si sposta verso la superficie, suggerendoci di prenderci del tempo per purificarci sia fisicamente sia emotivamente. Iniziate a rinfrescare il focolare domestico, facendo circolare aria pulita in casa e sbarazzandovi delle cianfrusaglie che non servono più. Risvegliamo la nostra mente, accettando gli errori commessi e concentrandoci sulle responsabilità prese. Apriamo una nuova pagina bianca e iniziamo a fare progetti, guardando con fiducia al futuro.
La neve ricopre ancora molte regioni, portando purezza, innocenza e gioia. Il fanciullo dentro ognuno di noi ci ricorda la vita semplice, dove un sorriso era prezioso e ogni cosa sembrava possibile. E’ il momento di ridere, correre e giocare, di fare capriole e divertirsi. E’ il periodo in cui si possono trovare le soluzioni alle situazioni confuse e raggiungere gli obiettivi. Il segnale per iniziare un nuovo capitolo della vita è arrivato. Scrivete su dei foglietti bianchi i vostri desideri e lasciateli macerare in un bicchiere di acqua. Quando saranno quasi sciolti, buttateli in acqua corrente e il vostro messaggio arriverà.

Vestitevi di bianco, accendete candele del medesimo colore e bruciate la salvia per purificare l’ambiente. Tenete fiori bianchi in casa e bevete latte e cioccolata. Invocate le dee della Luna crescente, divinità dalla forza in continua espansione. Questa Luna ci può aiutare a migliorare la nostra vita e a realizzare i nostri sogni.



SIMBOLISMO

Ciò che rappresenta meglio questa Luna è il colore Bianco. Simbolo di luce, semplicità, purezza e innocenza, il bianco è verità, assenza di ogni colore e l’unione di ogni tinta. Usato in mancanza del colore adatto, viene associato alla purificazione e alla protezione. Le candele degli Esbat sono di questo colore, come lo sono le candele per la Dea. Nella simbologia delle polarità, il bianco rappresenta l’energia attiva, maschile e elettrica.
Il bianco rappresenta la luce solare tanto quanto i raggi lunari. In molte tradizioni è associato alla nascita e al matrimonio, ma anche la morte. Infatti, come in Europa le spose si vestono di bianco per indicare la loro purezza, in Giappone le spose si vestono di bianco per indicare la morte della famiglia di origine e la nascita di una nuova famiglia. Il bianco è anche il colore del nuovo inizio, che spesso si indica parlando di una nuova pagina bianca.

L’animale che simboleggia a Luna di febbraio è il Corvo. In alcune tradizione questo animale è portatore di sventura, tuttavia nelle favole è sempre descritto come colui che sa sempre tutto. Per alcuni sono telepatici, per altri sono messaggeri divini. Si trovano al confine tra il nostro e l’altro mondo e guardano in entrambe le direzioni, facendo da mediatori. Generalmente sono associati alle divinità oscure come la Morrigan. In alcune leggende si racconta come i guerrieri invocassero la dea per vincere contro i nemici e associassero la Sua venuta con l’arrivo dei corvi.

Il Cardo è la pianta che meglio si avvicina al simbolismo di questa Luna. Da una parte respinge ciò che non va con le sue spine, ma dall’altra mantiene dentro di sé le sostanze guaritrici.



LE RUNE DI FEBBRAIO

Inguz, unione familiare
21 gennaio – 5 febbraio, ore 9.30-10.29
Questa Runa indica il momento di togliersi un peso che ci opprime, ricominciando da capo con nuove energie e nuove idee. Disegnata sulle pareti è un potente amuleto che protegge le attività domestiche, donando gioia e festosità.

Laguz, l’acqua e gli spiriti
6-19 febbraio, ore 8.30-9.29
Questa Runa, associata all’oceano, sotto il quale si cela il regno dei morti di Ade, ci avvisa dei pericoli, suggerendoci di agire in fretta. Come amuleto si può incidere sul tronco di un albero nato vicino all’acqua per ricevere la capacità di realizzare nuovi progetti.

Mannaz, la generazione uomo-donna
20 febbraio – 6 marzo, ore 7.30-8.29
Questa Runa ci avvisa riguardo l’aiuto o un consiglio da parte di avvocati, medici o professionisti in generale. Usata come amuleto, ci integra nell’universo, facendoci sentire parte di qualcosa.



ZODIACO OGHAM DI FEBBRAIO

Cipresso
25 gennaio - 3 febbraio
Il Cipresso, albero sempreverde, è simbolo di longevità. I nati di questo segno invecchiano discretamente, sono di natura tollerante, ma spesso trascurano i propri affari per dedicarsi agl’altri. Il Cipresso possiede doti comunicative straordinarie, quasi dialogasse con le forze naturali addirittura. Il Cipresso tende ad essere sempre di buon umore, ama le amicizie ed è di buona compagnia. Il Cipresso è il compagno ideale per Betulla e Ulivo.

Pioppo
4-8 febbraio
I nati sotto il segno del Pioppo sono tendenzialmente vanitosi e pessimisti. Amano la bellezza, tanto da diventare ipercritici su qualsiasi cosa. Tendono a rinchiudersi in sé stessi e segni come Melo e Quercia sono capaci di tirarli fuori da questa solitudine interiore con la loro straordinaria energia.
I Pioppi sono gentili, responsabili e affidabili. Meglio che evitino i lacrimosi Salici per lasciarsi trasportare dai saggi Tigli.

Bagolaro
9-18 febbraio
I nati sotto il segno del Bagolaro non sono tipi che si dimenticano. Sono generalmente avventurosi, curiosi e in continua ricerca di trasgressione e scoperte nuove. Adorano farsi notare, infatti sono tendenzialmente egocentrici. Preferiscono attività creative, lontane dalla noia. I Bagolari sono intelligenti, a volte insolenti, ma si lasciano influenzare troppo facilmente. Sono affascinati da Pini e Quercie, ma il loro equilibrio lo trovano con il Frassino.

Pino
19-29 febbraio
I nati sotto il segno del Pino amano la perfezione e detestano i compromessi. Sono intelligenti e molto ambiziosi, portando avanti affari, carriera e amore senza fermarsi. Il Pino è molto passionale e si lascia andare all’amore senza pensarci. Adora la follia del Bagolaro.

MAGIE DI GENNAIO


LA LUNA DEL LUPO

La Luna piena di gennaio è detta “Luna del Lupo”. Questo è il periodo dell’anno in cui il cibo dei predatori è scarso e i lupi si spingono verso i villaggi alla ricerca di qualcosa da mangiare. I lupi vivono in branco e restano nella stessa famiglia per tutta la vita, condividendo affetto, sostegno e sopravvivenza. E’ il momento di tornare alle origini e pensare alle persone che ci sono sempre state vicine. Niente può sostituire la nostra famiglia e questa Luna ci suggerisce di ritrovarne il calore e l’affetto. Si festeggia l’amore per chi ci vuole bene indossando abiti dai colori forti e caldi come il rosso e l’arancione, condividendo dolci e biscotti nella protezione della nostra casa. Tagliate delle mele in orizzontale, rivelando il pentacolo all’interno, come fosse un incantesimo d’amore rivolto a chi vi sta vicino, e condividetele per rafforzare le vostre unioni. Potete cucinare torte di mele e cospargerle di cannella per ravvivare questo straordinario potere innato che è l’amore. Accendete candele e bruciate incenso di lavanda. Ringraziamo per ciò che abbiamo e che forse, a volte, diamo per scontato.

In questo periodo di calore familiare, la Natura è avvolta di pace e riposo. Tutto giace in uno stato di immobilità apparente, protetto da uno strato di neve e ghiaccio che custodisce il rigoglio della terra. E’ un periodo di riflessione, da dedicare a noi stessi e alla tranquillità del focolare. Prendiamoci del tempo per stare in buona compagnia, per giocare con i bambini e sorridere. Questo è anche il momento più adatto per riflettere sui problemi e trovare la giusta soluzione.

Torta di mele:
300 gr di farina, 3 uova, 1 bustina di lievito, 70 gr di burro, 1 limone, 3 mele, 250 gr di zucchero, 1 bicchiere di latte.
Tagliate le mele a spicchi e lasciatele macerare con dello zucchero e del succo di limone.
Mescolate i tuorli con lo zucchero e aggiungete gli albumi montati a neve. Poi aggiungete la farina, il burro, il latte e il lievito, mescolando tutto per bene.
Mettete il composto nella terrina imburrata e coprite con uno strato di mele. Cuocete in forno per circa 40 minuti a 180°.



SIMBOLISMO

Il frutto che meglio rappresenta gli affetti è la mela. Molti incantesimi sono legati a questo frutto dalle straordinarie potenzialità, come molti miti e leggende, tuttavia la mela non rappresenta solo l’amore inteso come unione di coppia. Si tratta di un sentimento molto più profondo, che può amalgamare due persone per sempre. Qualcosa che va al di là di ogni comprensione e che a volte non conosciamo o riconosciamo. L’amore per la famiglia è qualcosa di innato e naturale, senza pretese ne aspettative. La mela rappresenta proprio questo: amore completo nella sua semplicità e perfetto nella sua bellezza.

Ciò che meglio simboleggia il calore del focolare è il fuoco stesso. Esso rappresenta l’illuminazione e la purificazione. La meditazione tramite il fuoco ci aiuta a cancellare le energie negative e a ritrovare la pace spirituale e mentale che spesso, nella nostra realtà, è difficile da mantenere.

La pianta tipica per questo momento di riflessione è il rosmarino. Simbolo di protezione e guarigione, il suo potere include anche amore e vibrazioni mentali. Il rosmarino non deve mai mancare in una casa perché l’unico in grado di sostituire le qualità di qualsiasi erba. Si può usare come incenso per purificare l’ambiente o appenderlo in casa per assicurarsi protezione. Insieme a lavanda e salvia crea una protezione efficace e invalicabile.



LE RUNE DI GENNAIO

Dagaz, la trasformazione
22 dicembre – 6 gennaio, ore 11.30-12.29
Usata come amuleto, questa Runa attira la fortuna e i guadagni, ma dona anche forza nel lavoro. Capace di allontanare avidità e brutti sentimenti, conclude il ciclo delle cose. Nella lettura delle Rune indica eredità e denaro. Al rovescio rappresenta ritardi e chiusura mentale.

Opilaz, il guardiano
7-20 gennaio, ore 10.30-11.29
Runa che favorisce l’abbondanza, tenuta nel portafogli diventa un ottimo talismano per attirare guadagni. Viene anche usata sotto le piante per renderle rigogliose.

Inguz, unione familiare
21 gennaio – 5 febbraio, ore 9.30-10.29
Questa Runa indica il momento di togliersi un peso che ci opprime, ricominciando da capo con nuove energie e nuove idee. Disegnata sulle pareti è un potente amuleto che protegge le attività domestiche, donando gioia e festosità.



ZODIACO OGHAM DI GENNAIO

Melo
24 dicembre - 1 gennaio
I nati sotto l’influsso del Melo hanno la capacità di trasmettere pace. Sono persone generose e che amano l’amore, ma sono anche ambiziose e strateghe. Spesso sono caratterialmente malinconiche tuttavia poco introspettive. Trovano forti amicizie nel segno del Pioppo, grazie alla loro capacità di confortare e ascoltare gli altri.

Abete
2-11 gennaio
L'Abete è uno degli alberi più antichi. I nati sotto il suo influsso sentono continuamente il bisogno di ricercare verità e ideali. Non rinunciano mai alla lotta ma nel momento della vittoria si lasciano andare alla tristezza.
La positività del Castagno e della Betulla sono in grado di conferirgli vigore e spinte necessarie per migliorare e progredire. In età più matura, l’Abete è una persona deliziosa, anche se l'ambizione, e spesso soffoca la sua esuberante e simpatica energia. E’ intimorito e attratto dalla metafisica e, se cede al richiamo di questa materia, diventa un esperto conoscitore del mondo astratto e fantastico.

Olmo
12-24 gennaio
I nati sotto il segno dell’Olmo, sono tendenzialmente simpatici e ammirati, ma difficilmente approfittano di ciò. Sono generosi e vanno d’accordo con Salice e Pioppo. L’olmo è alla ricerca continua di giustizia, infatti nella crescita tende a perdere i suoi sogni sotto il peso della negatività della vita. Fico e Ulivo spesso spaventano l’Olmo, ma sono capaci di rendere più realistici i suoi punti di vista.

Cipresso
25 gennaio - 3 febbraio
Il Cipresso, albero sempreverde, è simbolo di longevità. I nati di questo segno invecchiano discretamente, sono di natura tollerante, ma spesso trascurano i propri affari per dedicarsi agl’altri. Il Cipresso possiede doti comunicative straordinarie, quasi dialogasse con le forze naturali addirittura. Il Cipresso tende ad essere sempre di buon umore, ama le amicizie ed è di buona compagnia. Il Cipresso è il compagno ideale per Betulla e Ulivo.