Yule, Solstizio
d’inverno, 21 dicembre, ore 11.11
Divinità: Santa Claus, San Nicola, Re dell’Agrifoglio, Re della Quercia,
Ecate
Erbe: camomilla, rosmarino, zenzero, salvia, cannella, edera, quercia,
vischio, abete, pigne
Pietre: cristallo di quarzo, avventurina azzurra, zaffiro
Candele: rosse, bianche, verdi
Incensi: camomilla, zenzero, pino, salvia
Cibi rituali: tacchino, noci, frutta, sidro o vino
spezziato
I
Solstizi sono un momento di passaggio,
una sorta di capodanno in cui si assottiglia il velo che separa Luce e Oscurità.
Il termine Solstizio viene dal latino “sol stat”, che significa “il sole si ferma”. Infatti, per tre
giorni il sole sorge sempre nello stesso punto. Tutta la natura trattiene il
respiro in attesa di una nuova trasformazione. L’oscurità regna sovrana, mentre
la luce si fa strada, trionfando infine sull’inverno.
Il
Solstizio d’Inverno rappresenta la morte, la trasformazione e la rinascita. Il
Re Oscuro muore, per poi trasformarsi nel Sole Bambino, generato dall’utero
della Madre Terra. La Dea rappresenta la vita dentro la morte, Signora del gelo
e dell’oscurità che mette al mondo la Luce della speranza, la promessa di un
nuovo inizio. Si celebra così la battaglia tra il vecchio Re dell’Agrifoglio, l’oscurità della
vecchiaia, e il giovane Re della Quercia,
luce del nuovo anno. E' il momento
di lasciar andare il passato e di camminare verso la luce.
L’anno
sta finendo e la notte del Solstizio, la più lunga dell’anno, porta con sé la
nascita della Luce, perché da questo giorno il Sole splenderà sempre di più,
allungando le giornate che daranno il benvenuto alla primavera e alla nascita
di tutta la vita.
Curiosità:
- I celti consideravano il Sole morente come un sole-ombra, mentre il vero Sole era prigioniero di Arawan, re del mondo-di-sotto, che sarebbe rinato dal grembo di Ceridwen, la dea-strega dell’inverno.
- Per I druidi il Solstizio prendeva il nome di Alban Arthuan, “Luce di Artù”, ovvero il dio Sole sarebbe rinato come re Artù, dormiente nella grotta segreta gallese, per portare una nuova era di pace e prosperità.
Saturnali romani
Chiamato anche Saturnalia, o Festa
delle Luci, il Solstizio segna l'inizio dell'inverno astronomico.
Questo Sabba in particolare, cade in
concomitanza al Natale Cristiano, stabilito da Costantino alla data del 25
dicembre, la stessa data in cui i romani celebravano la festa del Sol Invictus,
“il sole invitto”.
I Saturnalia
erano originariamente celebrati il 19 dicembre, successivamente la loro durata
si allungò di una settimana, dal 17 dicembre al 23.
Questa festività era in onore di
Saturno, Signore del Disordine messo a morte per ripristinare l’Ordine. Durante
questa celebrazione si faceva visita agli amici e si scambiavano regali, in
particolare candele di cera, simbolo del ritorno della Luce.
Magia dei Saturnali
Durante questa festività si prendeva un
fantoccio per rappresentare il Saturnalicus Princeps, il Signore del Disordine,
e lo si bruciava per ristabilire l’equilibrio.
- Il 23 dicembre potete bruciare un pupazzetto rosso per ripristinare il vostro ordine interiore e nella vita. Potete confezionato da voi oppure utilizzare un fantoccio di Babbo Natale. Non prendetela come un’offesa a Santa Claus perché non è così.
Il Saturnalicus Princeps della
tradizione era vestito di rosso e rappresentava la follia, lo stesso matto che
troviamo nei tarocchi. Bruciandolo, cancelliamo questo disordine, trasformandolo
nel Saturnalicus Princeps, folletto vestito di verde di cui parla anche More
nelle sue leggende riguardanti Santa Claus. Così il matto si trasforma nel mago dei tarocchi, cioè il
Babbo Natale che elargisce doni.
Simboli Natalizi
Albero
di Natale
In onore del Sole e per dare il benvenuto alla Luce, si usa tenere
accese tante candele e luci di ogni genere. Infatti, la tradizione dell’albero
di Natale rappresenta in realtà l’Albero del Cosmo. I suoi rami vengono
addobbati con lumini e frutti dorati per celebrare il mito Solare. Nell’alfabeto Ogham, l’Abete è simbolo di
veggenza e aspirazioni. Dona risposte e soluzioni, rivelando ciò che
desideriamo nel profondo.
Edera
Simbolo di vita e rinascita, la sua crescita a spirale ricorda
quella del serpente che si morde la coda, simbolo di immortalità e ciclicità.
Si tratta di una pianta molto potente in magia perchè capace di allontanare gli
spiriti maligni e aiuta a riscoprire la profondità di noi stessi nel momento in
cui vogliamo intraprendere un nuovo cammino. Nell’alfabeto Ogham insegna ad
affrontare ostacoli e dubbi attraverso la ricerca interiore.
Mela
Anticamente
si usava appendere questo frutto sugl’alberi sempreverdi proprio durante il
periodo di Natale. Il suo simbolismo legato ad Adamo ed Eva ne facevano un
collegamento diretto con l’Eden. Secondo le tradizioni celtiche, il giorno del
Solstizio si faceva la raccolta delle mele per fare il sidro e spruzzarlo su
un’albero sempreverde per dare il benvenuto alla Luce. Attorno all’albero si festeggiava
con danze e canti, per garantire un buon raccolto durante l’anno nuovo.
Agrifoglio
Con le sue bacche rosse, fa riferimento al Sole, mentre le
ghirlande create con i suoi rami simboleggiano la Ruota dell’Anno. Anticamente,
l’Agrifoglio era rappresentato da un uomo vestito di nero, che entrava nelle
case il giorno prima del Solstizio. Ancora oggi, in Irlanda, le decorazioni di
Agrifoglio vengono spezzate e gettate fuori casa dopo il Natale, per
rappresentare la scomparsa dell’oscurità e lasciare spazio alla nuova Luce.
Quercia
Simbolo
maschile del Solstizio d’Inverno. Albero sempreverde, rappresenta il confine
tra il mondo materiale e quello spirituale. Le sue bacche bianche simboleggiano
la rinascita della Luce e rappresentano il nuovo Sole che illuminerà l’anno che
verrà. Generalmente si usa festeggiare la Luce acconciandosi i capelli con il
vischio e regalando candele per benedire il cammino individuale di ogni
persona.
Ceppo di Yule
Un ceppo di quercia veniva ornato di sempreverdi e spruzzato con
vino, poi portato nelle case la sera della vigilia. Veniva acceso dal più
anziano o dal più giovane, poi veniva spento il giorno dopo e riacceso ogni
sera per 12 notti. La cenere si spargeva nell’orto, contro i parassiti, o sulle
travi di legno, contro i fulmini.
Vischio
Pianta sacra del Soltizio d’Inverno, è il simbolo della vita in
quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano al seme maschile. I druidi
la consideravano una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine e quindi
emanazione divina. I druidi, durante i Solstizi, tagliavano i rami di vischio e
li univano al falcetto d’oro, strumento che univa in sé il simbolo del sei e
quello della Luna. Associato alla Quercia, simbolo sacro dell’eternità, il
Vischio partecipa sia del simbolismo dell’eternità che a quello dell‘istante; rappresenta
la rigenerazione e anche l’immortalità. Ancora oggi baciarsi sotto il Vischio è
un gesto propiziatorio.
Babbo Natale
Clement
Moore scrisse un poema ispirato alle leggende di Santa Claus. Lo ritraeva come
un piccolo elfo che raggiungeva i camini su una slitta trainata da otto renne,
ben diverso dal Babbo Natale cui siamo abituati. Questo piccolo folletto era
chiamto Old Nick, “vecchio Nick”, e si diceva fosse un vecchio diavolo burlone.
Quindi, per riassumere:
- Addobbate la vostra casa con tanti lumini rossi, bianchi e verdi
- Addobbate il vostro Albero di Natale con simboli solari dorati
- Preparate un pupazzetto da bruciare, per ristabilire il vostro equilibrio
- Create un ceppo di quercia per celebrare la rinascita della Luce e bruciatelo
- Preparate decorazioni di agrifoglio e ricordatevi di buttarle dopo Natale
- Appendete alla porta un ramo di quercia e legateci dei fogliettini con scritto i vostri desideri, poi bruciatelo a Yule affinché si avverino.
- Appendete il vischio e fatevi baciare ;)
- Regalate candele ai vostri amici per illuminare il loro cammino spirituale
Celebrate la rinascita della Luce in tutti i modi che conoscete e
che vi vengono in mente!
By Astiriah